venerdì 10 giugno 2011

I libri stampati in Cina

Oggi sono venuto a sapere (da una fonte a mio avviso attendibile) che molti libri non sono più stampati qui in Italia ma, addirittura, arrivano dalla Cina! Pensavo ci fosse un limite a tutto ma, a quanto pare, mi sbagliavo. Molti nostri libri sono stampati e trasportati qui in Italia via nave dalla Cina e, durante il viaggio, vengono rilegati a bordo da una parte dell'equipaggio!!! Di fronte a questa notizia sono rimasto di sasso... ma ci rendiamo conto che tutto questo è un delirio?? Allora, al primo posto mettiamo la sicurezza dell'articolo che potrebbe facilmente finire nelle mani di un bambino (vedi questo interessante articolo) poi parliamo del costo : A scaffale il libro a noi costa quasi lo stesso, quindi tutto ciò si trasforma in minore tutela per la qualità e sicurezza del prodotto finito e maggiore profitto per chi decide questa strana politica. Vogliamo anche parlare del costo delle navi per trasportare tutti questi tomi con rilegatura a bordo (ovviamente a carico dell'utente finale) oppure di tutte le deforestazioni per creare la carta su cui stampare i libri? E, infine, la spesa che le famiglie italiane devono affrontare ogni anno per garantire un po di cultura ai propri figli. Davvero resto senza parole... Ma perché non imitiamo i paesi più evoluti della nostra cara e amata repubblica delle banane? Leggetevi questa proposta avanzata nel 2009 dal partito democratico americano. Anziché usare i libri per la scuola, mettiamo dentro gli zaini dei nostri figli un Kindle, l'ebook reader per eccellenza creato da Amazone (139 dollari che al tasso di oggi sono circa 96,88 euro) : Così il libro lo compriamo on line direttamente dall'editore, in pdf e senza intermediari, pagandolo certamente molto ma molto meno , lo carichiamo su questo innovativo dispositivo e mettiamo per sempre la parola fine alla carta stampata, agli alberi tagliati, al costo elevato dei trasporti, all'inquinamento e agli zaini pesantissimi che i poveri bimbi portano sulle spalle già in tenera età. Un Kindle, un paio di quadernoni e qualche penna.. questo è lo sviluppo tecnologico!! Gli americani ci hanno già pensato e anche Grillo, in uno spettacolo qualche hanno fa, ne ha parlato ampiamente. Ma quando arriverà qui da noi? La tecnologia la possiamo importare ma è il modo di pensare le cose che manca... da noi sono sempre i più deboli a pagare caro e i ricchi continuano a essere più ricchi. E' ora di dire basta alle corporazioni in ogni settore del paese. Basta! Cominciamo dall'importantissimo referendum del 12 e 13 Giugno 2011 perché, davvero, può essere l'inizio del cambiamento!! Mi raccomando, tutti al voto! E poi ci compriamo anche il Kindle. Alla prossima.